I danni nascosti della Caffeina.
Gli effetti della caffeina sul corpo sono studiati da decenni, ma non ne sentiamo parlare in televisione o sui giornali.
Non ne parlano perché l’Italia, se non il mondo intero è completamente dipendente dalla caffeina.
Dottori, giornalisti, scienziati, scrittori…tutti bevono caffè. Chi lavora nel settore comunicazione per i mass-media, solitamente è un gran consumatore di caffè.
Troviamo ormai, ovunque, distributori automatici e bar in ogni angolo di strada.
Nel mio paese di origine, di 30.000 abitanti, sono presenti oltre 50 bar.
Il mercato tecnologico offre, tra le tante, moka con il timer incorporato per la programmazione dell’erogazione; insomma un vero e proprio condizionamento.
È impossibile dunque che qualcuno possa prendere l’iniziativa e parlare contro questa droga così popolare.
‘’Anche io ho avuto molta difficoltà ad ammetterlo. Amo il caffè il suo sapore e fragranza.
Ho smesso di berlo e solo privandomene mi sono accorto inizialmente della dipendenza, ma attualmente sto valutando i molteplici benefici.’’
Approfondendo i miei studi, ho avuto modo di individuare un documento scioccante, ovvero “Caffeine Blues” redatto dello scienziato Stephen Cherniske, il quale ha impiegato 10 anni della sua vita alla ricerca degli effetti dannosi della caffeina sul corpo umano.
L’abuso di sostanze nervine porta ad una serie di sintomi indesiderati, come tremori, tachicardia, ipertensione, nervosismo, osteoporosi.
Il caffè, come altri cibi e sostanze, appartiene alla categoria dei cibi “nervini”.
È tra le bevande più diffuse al mondo, seconda solo all’acqua.
Il caffè dà una carica di energia, infatti riduce il senso di affaticamento, aumenta la concentrazione e la memoria, pertanto l’uso è smoderato: al mattino, dopo i pasti, durante una pausa dal lavoro o dallo studio, ect.
Responsabile di tali benefici apparenti (non naturali) e indotti (fenomeno provocato da fattori esterni) è la caffeina.
Gli effetti collaterali della caffeina sull’organismo sono innumerevoli:
come ho riportato nella seguente rappresentazione.
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Stephen Cherniske è uno scienziato che ha trascorso 10 anni della sua vita studiando approfonditamente gli effetti della caffeina sull’organismo umano. Da questa sua analisi è nato un documento importantissimo: il libro “Caffeine Blues” (“Depressione da caffeina”).
Cherniske scrive:
…“La caffeina non fornisce energia-solo stimolazione chimica. L’energia che si percepisce viene dallo sforzo del corpo di adattarsi all’aumentato livello nel sangue di ormoni dello stress… L’uso del caffè per migliorare l’umore è una benedizione di breve durata ed una maledizione di lunga durata. Mentre l’iniziale stimolo dell’adrenalina può procurare un provvisorio sollievo anti-fatica, l’effetto finale della caffeina è di una depressione, leggera o profonda. I pubblicitari e le “istituzioni” del caffè hanno nascosto all’opinione pubblica questo aspetto della caffeina…”.
….“Il caffè è una droga “leggera” contenente un vasto assortimento di sostanze tossiche. In aggiunta alla caffeina, il caffè contiene centinaia di sostanze volatili inclusi più di 200 acidi. Il corpo le deve espellere attraverso un grande dispendio di energia, che è quella strana stimolazione percepita come “energia”.
….“La caffeina è un veleno biologico usato per le piante come pesticida. La caffeina da al fogliame e ai semi un sapore amaro, che scoraggia il loro consumo agli insetti e agli animali. Se i predatori persistono nel mangiare le piante irrorate di caffeina, la caffeina può causare la distruzione del loro sistema nervoso centrale e perfino avere aspetti letali. Molti infestanti imparano presto a lasciar stare le piante”.
…“Ricordiamoci che il caffè contiene un gran numero di sostanze chimiche, non solo caffeina, tra cui un gruppo di composti estremamente tossici noti come Idrocarburi Aromatici Policiclici (PAH). Possiamo ricordarli come gli agenti cancerogeni isolati nella carne cotta al barbecue”.
….”Caffeina….un veleno rimane un veleno, anche se assunto in minime quantità. Farà meno male forse ma bene di certo no!…”
Dopo questa sintesi degli effetti della caffeina si può concludere dicendo che
- l’effetto finale della caffeina è deludente, può portare depressione e stanchezza cronica;
- la caffeina dà l’illusione di amplificare lo stato di allerta dilatando le pupille, velocizzando il battito cardiaco e aumentando la pressione sanguigna. La caffeina non incrementa l’attività celebrale;
- le persone che bevono caffè non ricevono energia da esso ma al contrario vi è un dispendio di forze vitalimesse in moto dall’organismo per adattarsi allo sconvolgimento fisico generato dal caffè stesso. L’unico modo per avere sana e autentica energia è il riposo. Ma forse nella nostra società il riposo è considerato una perdita di tempo e non rappresenta un guadagno da parte di nessuno;
La caffeina produce
- problemi di digestione con conseguenti rischi di malattie gastrointestinali, nonché;
- disturbi del sonno;
- carenze nutrizionali (perdita di vitamina B attraverso le urine, perdita di calcio, potassio, magnesio ed altri minerali), stipsi (dal libro di Cherniske: “… molte persone richiedono la caffeina perchè le aiuta a mantenere una normale regolarità intestinale, ma è come essere dipendenti dai lassativi. In ciascun caso, si usa una droga per indurre movimento intestinale, e alla fine molti bevitori di caffè diventano dipendenti da questa azione lassativa. Senza lo stimolo della caffeina, essi provano ciò che è conosciuto come “costipazione di rimbalzo”);
- mal di testa (dal libro di Cherniske “La persona con il mal di testa non sa che esso è stato causato o scatenato dalla caffeina, cosicchè ricorre ad un antidolorifico (analgesico). Gli studi mostrano che, nel 95% dei casi, i medicinali analgesici contengono caffeina. Così l’antidolorifico lavora, specialmente se il mal di testa è causato dall’astinenza dalla caffeina, ma la caffeina contenuta alla fine scatena un altro mal di testa. In definitiva, lo sfortunato che soffre diventa dipendente dall’antidolorifico per avere un briciolo di sollievo, ma il mal di testa aumenta in frequenza e in intensità. Ciò può andare avanti per diversi anni, creando un ciclo di dolore e depressione che distrugge la qualità della vita.”).
Tutti questi aspetti negativi vengono omessi solo per mantenere in vita il ‘’mercato’’ del caffè, è un non-cibo che però è vantaggioso per il sistema economico delle multinazionali.
Infatti il caffè è una tra le maggiori colture del mondo: 60 milioni di acri dedicati solo al caffè e, nel contempo, l’uso di pesticidi in questo ambito è massiccio.
In “Caffeine Blues” Cherniske scrive a tal proposito: “Per le piantagioni di caffè si usano enormi quantità di pesticidi che inquinano la terra, I fiumi, distruggono le piante e la vita animale attorno ad esse. I semi vengono presi dal mercato, ma cosa succede alla polpa del caffè’ ed all’acqua di lavorazione? Questa acqua, caricata da pesticidi, fungicidi e residui azotati, va direttamente nei corsi d’acqua locali, nei fiumi e nei laghi. Senza essere filtrata o depurata, questa acqua inquinata danneggia la vita acquatica così come la salute delle persone che vivono accanto a queste masse d’acqua. E la polpa del caffè? Viene posta in immense, putride discariche, sprigionando la sua elevata carica azotata nell’acqua del sottosuolo e col tempo negli stessi inquinati corsi d’acqua.”
E oltre al risvolto ambientale ricordiamo anche quello umano: nelle piantagioni di caffè è diffuso lo sfruttamento dei lavoratori.
Concludendo, sarebbe opportuno eliminarlo dalla nostra alimentazione.
Se non riusciamo ad eliminarlo, riduciamolo e preferiamo il caffè proveniente dal commercio equo e solidale, che garantisce ai lavoratori condizioni lavorative e salari adeguati ed etici.
“Io personalmente l’ho eliminato, sostituendolo con Il caffè di cicoria”
Il caffè di cicoria è una bevanda ottenuta per infusione ad alta temperatura di radice
essiccata”.


